Murano è una delle isole principali della laguna di Venezia e a sua volta è composta da nove piccole isole percorse da canali e collegate da diversi ponti.

Famosa per la lavorazione del vetro soffiato, questa piccola ma incantevole isola vanta una tradizione molto antica, tramandata da tantissime generazioni, e ancora oggi molto sentita e amata. Scopriamo di più sull’isola di Murano, location imperdibile durante una visita nella meravigliosa città lagunare!

Un po’ di storia

Fondata dai romani, Murano anticamente era uno dei quartieri dell’antica città romana di Altino. La popolazione si trasferì sull’isola intorno al 450 per scappare dal dominio degli Unni. In origine il suo nome era Amurianum, probabilmente perché sull’isola si trovava la porta Amuriana, che era una delle porte di Altino.

All’inizio l’isola si sviluppò con successo sia come porto di pesca che per la produzione di sale, quest’ultimo infatti veniva commerciato tramite il porto di Sant’Erasmo. A distanza di qualche secolo, precisamente nell’ 840, l’isola risulta territorio dipendente da Venezia, come testimonia un documento.

Purtroppo lo sviluppo dell’isola non proseguì ancora per molto e iniziò a declinare a partire dall’undicesimo secolo, quando gli abitanti iniziarono a spostarsi nella zona di Dorsoduro. A partire dal tredicesimo secolo Murano venne governata da un podestà di Venezia e coniava perfino le proprie monete.

La svolta nella storia di Murano risale tuttavia al 1291, quando per scongiurare i continui incendi che devastavano la città di Venezia le fornaci delle vetrerie vennero trasferite sull’isola e gli artigiani furono quindi costretti a spostarsi. Proprio per la presenza delle fornaci Murano in seguito verrà definita come “l’Isola dei fuochi”.

Con il trasferimento dei laboratori dei mastri vetrai nella vicina isola di Murano Venezia aveva la certezza di preservare i segreti della lavorazione del vetro, arte che aveva contribuito ad accrescere la fama della città nel mondo. Allo scopo di preservare i segreti di questa arte la Serenissima obbligò gli artigiani del vetro a non lasciare mai l’isola a meno che non fossero muniti di autorizzazione.

I mastri vetrai rappresentavano quindi dei cittadini importanti e avevano anche dei privilegi, come quello dell’immunità dalle persecuzioni dello Stato di Venezia che fu riconosciuto loro a partire dal 14° secolo.

Tuttavia, non furono pochi coloro che cercarono di emigrare e molti riuscirono a creare fornaci per la lavorazione del vetro in località lontane, come Olanda e Inghilterra, correndo ovviamente dei rischi.

Nel successivo secolo ebbero inizio le esportazioni in tutta Europa e Murano cominciò ad essere famosa per le sue lavorazioni, in particolare per gli specchi e per le perline di vetro. Il vetro di avventurina, che consiste in un vetro di pasta cristallina translucida, venne creato su questa isola e fu proprio la sua particolare lavorazione a far diventare celebre Murano, che all’epoca era la produttrice principale di vetro in Europa. In seguito divenne famosa anche per i candelabri.

L’isola raggiunse il massimo splendore nel XVI secolo, diventando la più famosa in assoluto delle isole della laguna veneta e arricchendosi di bellezze, tanto da fare concorrenza alle altre isole e a Venezia stessa.

Nacquero così splendide chiese, monasteri maestosi e ville stupende attorniate da giardini spettacolari. Purtroppo, a distanza di poco più di due secoli, contemporaneamente al destino di Venezia, anche a Murano il declino fu inevitabile e le continue guerre misero fine al fiorente sviluppo che aveva attraversato l’isola fino a quel momento.

L’arte vetraria nel diciottesimo secolo rimane ancora l’attività principale dell’isola, ma altre attività iniziarono a svilupparsi, come la coltivazione dei frutteti, che crescevano rigogliosi grazie al territorio fertile. Attorno al diciannovesimo secolo vennero costruite ulteriori abitazioni.

Degli edifici antichi sull’isola ad oggi ne sono rimasti ben pochi, tuttavia sono degni di essere visitati e una tappa nei negozi e nelle fornaci per assistere alla lavorazione delle meravigliose opere di Murano è imperdibile.

Cosa vedere a Murano

L’isola di Murano offre panorami incantevoli e tanti monumenti da vedere, tutti realizzati nel tipico stile veneziano, naturalmente meno sfarzoso dei palazzi che si trovano a Venezia. Ovunque si respira l’atmosfera che persiste in quello che viene chiamato villaggio di pescatori e passeggiando lungo le viuzze o percorrendo i suoi ponti pittoreschi è come fare un salto indietro nel tempo.

Uno degli edifici più belli da visitare è il Duomo romanico, dedicato ai santi Maria e Donato, dotato di un magnifico abside esterno a loggiato e di una campanile che sorge affianco. Nella chiesa si distinguono anche elementi tipici degli edifici religiosi paleocristiani, come si può vedere nella facciata.

All’interno della chiesa si possono ammirare i mosaici del pavimento con motivi ornamentali risalenti all’epoca della costruzione della basilica, ovvero al 1140. Delle decorazioni originali dell’interno rimane un mosaico bizantino, mentre la lunetta situata al di sopra della porta del Battistero funge da cornice a un dipinto di L. Bastiani.

Altri edifici religiosi importanti sono le due chiese in stile rinascimentale, la Chiesa di Santa Maria degli Angeli e la Chiesa di San Pietro Martire.

Interessante fra le architetture civili è il Palazzo da Mula, caratteristico con la sua facciata gotica veneziana. Ad oggi il Palazzo è sede del Municipio di Murano e vi si tengono mostre ed eventi.

Altra attrazione dell’isola è il Faro di Murano che domina sul centro abitato. Questa splendida costruzione moderna è stata costruita a partire dal 1912 ed è stato ultimato nel 1934.

Il Museo del Vetro

Ospitato nell’antico Palazzo dei Vescovi di Torcello, un bell’edificio in stile gotico fiorito noto come Palazzo Giustiniani, il Museo Vetraio di Murano è stato fondato nel 1861 su iniziativa di Antonio Colleoni, all’epoca sindaco di Murano e dell’abate Vincenzo Zanetti, studioso e grande conoscitore di arte vetraria.

L’intento era quello di realizzare una sorta di archivio che raccogliesse le testimonianze sulla storia e la vita dell’isola, che sin dal 1797, anno che segna il declino della Repubblica di Venezia, ebbe un lungo periodo di crisi da cui pian piano stava cercando di riprendersi.

A contribuire al declino dell’isola fu anche l’inizio della produzione di cristalli Swarovski e il lungo periodo di guerre e occupazioni straniere, che misero un freno all’arte e al mercato del vetro.

Grazie all’interessamento e alle ricerche condotte dal sindaco e dall’abate venne dunque istituito l’archivio, ma In poco tempo l’archivio, ma su di esso ben presto prese il sopravvento il museo.

Infatti, numerose furono le donazioni di vetri antichi e contemporanei fatte dalle fornaci muranesi, che iniziarono a lavorare nuovamente e con grande intensità nella seconda metà dell’Ottocento.

Per dare forza all’attività del museo nel 1862 l’abate Zanetti fonda una scuola in cui i vetrai studiano disegno e in cui vengono conservati i vetri del passato.

Nel 1923 l’isola di Murano venne annessa a Venezia e il Museo entrò a far parte dei Musei Civici Veneziani. In seguito venne aggiunta anche una sezione archeologica, che comprende numerosi esemplari provenienti dalla necropoli di Enona (Zara).

La collezione del museo continua ad arricchirsi costantemente e ancora oggi, tramite opere acquistate oppure donate da svariati Maestri, la raccolta contemporanea continua ad ingrandirsi.

All’interno del museo è possibile ammirare una prestigiosa collezione di oggetti in vetro, realizzati secondo l’antica tecnica dei maestri vetrai di Murano.

Si possono infatti ammirare capolavori straordinari che vanno dal 300 al 900 e che testimoniano i cambiamenti del gusto e dello stile nel passare dei secoli, ma si possono anche scoprire i segreti di una tradizione a cui l’isola deve la propria ricchezza e notorietà.

Durante il percorso della visita è possibile apprendere di più su come viene realizzato il vetro e scoprire anche le sperimentazioni di nuove tecniche che aggiungono ulteriore fascino a questa arte meravigliosa.

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