Situata a nord della laguna di Venezia, l’Isola di Torcello è una delle tappe da non perdere durante una visita nella città lagunare. Raggiungibile in 5 minuti da Burano con uno dei tanti traghetti ACTV, l’isola ad oggi è abitata da una decina di persone che vivono in case per lo più coloniche e che hanno il turismo come unica fonte di sostentamento. Scopriamo la storia dell’isola di Torcello e altre curiosità che rendono questo luogo altamente suggestivo!

Un po’ di storia

L’isola di Torcello era molto probabilmente già abitata in epoca romana, come si evince dalle ricerche archeologiche, ed era inserita in un sistema territoriale che aveva come punto di riferimento la città di Altino. il nome pare infatti derivi dagli antichi abitanti di Altino, Turris.

Da questa città si diramava una rete stradale e un percorso per acque interne che tramite la laguna la collegava a Ravenna. Le città interne potevano essere raggiunte facilmente grazie ai fiumi navigabili e gli sbocchi portuali favorivano la comunicazione con il mare aperto.

In questo scenario le isole lagunari fungevano da punto di approdo e quindi cominciarono a popolarsi, anche se inizialmente vennero abitate da uomini dediti alla pesca, alla caccia e alla raccolta del sale.

L’isola di Torcello quindi divenne anch’essa prima stazione intermedia, ma poi fu proprio qui che si stanziarono le popolazioni di Altino per sfuggire al dominio barbarico. Nel 638 il vescovo di Altino fece trasportare le sacre reliquie sull’isola e nel 639 sorgeva la Basilica di Santa Maria Genitrice, una costruzione che conferma l’importanza centrale di Torcello nella prima fase di formazione della storia veneziana.

Torcello continuò a svilupparsi, e attorno all’isola gravitavano siti lagunari come Burano, Mazzorbo, San Giacomo in Paludo e Murano. Dal V al XI secolo l’isola divenne un importante centro urbano, nacquero chiese, monasteri e si sviluppò sia la produzione del sale che l’industria della lana.

Risale al 1272 la deliberazione che permetteva la lavorazione della lana solo a Torcello e nelle sue contrade. La formazione di un governo proprio sull’isola fu un altro fattore che le permise di raggiungere un elevato livello di vita artistica e sociale.

Il periodo in assoluto più fiorente dell’isola fu quello che va dal VII al X e grazie alla floridità del suo commercio vi fu anche una rapida crescita della popolazione, che raggiunse i 20.000 abitanti.Purtroppo nel corso dei secoli successivi la sua importanza diminuì a causa del progressivo trasferimento delle attività produttive che si andavano concentrando nella vicina Venezia.

Il declino arrivò intorno al 1400, quando il predominio delle acque dolci su quelle salate, il flagello della malaria e l’aria malsana, conseguenza delle tante bonifiche attuate nella zona, fece insorgere nella popolazione la necessità di trasferirsi in un posto più sicuro.Da Torcello la popolazione iniziò a trasferirsi a Rivoaltu, ovvero Rialto, all’epoca capitale della sede ducale.

Successivamente Torcello fu oggetto di razzie da parte di tanti abitanti che usarono buona parte dei marmi e mattoni per costruire nuove case a Venezia.Molti edifici andarono quindi in rovina, tuttavia l’unica a resistere sull’isola fu la diocesi di Torcello, che venne soppressa nel 1986. L’isola venne completamente abbandonata all’inizio del XX° secolo.

Ad oggi dei palazzi nobiliari, che erano altrettanto sontuosi di quelli veneziani, delle chiese e dei monasteri che affollavano in passato l’isola rimane poco, tuttavia vi si respira ugualmente un’atmosfera d’altri tempi.

Basta infatti fare una passeggiata lungo il viale che porta alla piazza e che costeggia il rio principale per immergersi in un paesaggio che sembra quello del periodo del tardo impero romano, a tratti interrotto da un ristorante in stile coloniale.

Cosa vedere – Ponte del Diavolo

Da vedere è il famoso Ponte del Diavolo, che unisce le due sponde del canale di Torcello. Il ponte è privo di parapetto e attorno ad esso ruotano varie leggende.

Una di queste narra che durante il dominio austriaco a Venezia una fanciulla si innamorò di un soldato austriaco, ma la famiglia non vedeva di buon occhio questo matrimonio, così fece uccidere il giovane.

La fanciulla per la disperazione chiese consiglio ad una maga che le diede appuntamento proprio sul ponte del Diavolo e celebrando un rito invocò il Demonio, che fece rinascere il giovane soldato. Così i due innamorati scapparono insieme, ma il Diavolo in cambio del favore chiese alla maga di portargli delle anime di bambini.

A quel punto la strega promise che per sette anni nella notte di Natale avrebbe portato l’anima di un bambino appena morto. Purtroppo la strega morì poco e non le fu dunque possibile rispettare la promessa.

Sul nome “Ponte del Diavolo” però vi sono anche altre versioni e alcuni sostengono che sia originato da una famiglia locale che aveva questo soprannome, mentre altri affermano che si chiami così perché fu proprio il diavolo a costruire il ponte in una notte per vincere una scommessa. Ad avvalorare questa ultima tesi è anche il fatto che il ponte è sprovvisto di parapetto e quindi che sia stato realizzato con molta fretta.

Cosa vedere – Il Trono di Attila

Situato sulla piazza principale dell’isola, proprio davanti alla cattedrale, il trono di Attila è un trono di pietra che è stato per tempo erroneamente attribuito al re degli Unni.

Il trono risale al V secolo dopo Cristo, periodo in cui nacque la prima comunità sull’isola e veniva utilizzato dal governatore di Torcello durante le riunioni del consiglio e quando amministrava la giustizia.

Cosa vedere – Cattedrale di Santa Maria Assunta

Fondata nel 638, ai tempi di Eraclio, la cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta è una delle costruzioni veneto-bizantine più antiche rimaste in laguna. Ricostruita nel 864 e nel 1008, ha pianta basilicale a tre navate, due file di nove colonne con capitelli di tipo corinzio, tre absidi e un bellissimo soffitto ligneo.

Nella facciata interna della chiesa si può ammirare i mosaici raffiguranti la Crocifissione, l’Anastasis e il Giudizio Universale, databili tra la fine dell’XI e gli inizi del XII secolo, che testimoniano come sull’arte veneziana abbiano avuto una grande influenza quelle ravennati e bizantine.

In particolare, lo splendido mosaico del Giudizio Universale si suddivide in due parti: la parte inferiore svolge le scene del Giudizio che procedono dall’alto verso il basso, mentre la parte superiore tratta il mistero della morte di Cristo e la discesa gli inferi.

Stupendo e imponente il magnifico campanile del XI secolo che si erge sul lato destro della basilica con la sua grande torre quadrata, simbolo della potenza della città. Il campanile domina tutta la laguna con la sua imponenza.

Cosa vedere – Chiesa di Santa Fosca

Risalente al XI secolo, la Chiesa di Santa Fosca si trova vicino la cattedrale ed è circondata da un portico a cinque lati su pianta a croce greca che rievoca l’architettura dei templi pagani. Notevoli sono le absidi della chiesa, molto raffinate e che rievocano quelle di San Donato di Murano: l’abside maggiore presenta due ordini di arcate cieche e particolarmente caratteristico è il coronamento in cotto a denti di lupo triangolari.

L’ambiente interno è caratterizzato da giochi di luci e ombre che sono stati voluto per dare maggiore risalto al legame con la Santa a cui è dedicata la chiesa, e legarsi a significato di Fosca che vuol dire oscura. L’insieme delle finestre è stato strutturato in maniera strategica per mandare la luce in punti precisi e lasciare nell’ambiente un senso di oscurità.

Il culto delle sante Fosca e Mura si affermò sull’isola proprio nel XI secolo, quando vennero trasportate le spoglie delle due sante provenienti da Sabratha, città punico-romana che si trova nei pressi di Tunisi.

Come arrivare a Torcello

Torcello si trova a pochi minuti dalla splendida Burano, ed è incastonata nel suggestivo panorama delle isole veneziane. È facilmente con il vaporetto ACTV in partenza dalla città. Il tragitto per arrivarci è lo stesso che si utilizza per arrivare a Burano: dalla zona Fondamenta Nove di Venezia si può prendere la linea 12 fino all’isola di Burano e da lì la linea di vaporetti 9 per Torcello, in partenza ogni 30 minuti circa. Il tragitto da Venezia a Burano dura circa 50 minuti, mentre da Burano a Torcello solamente 5. Un ottimo modo alternativo per visitare Torcello è quello di partecipare ad un’escursione in barca che solchi le acque veneziane per un tour delle più belle isole della laguna. Non ce n’è una che non meriti una sosta, e che non sia in grado di regalare scorci e momenti di viaggio a dir poco indimenticabili.

Dove dormire a Venezia

Venezia è una città molto affascinante e meta turistica per eccellenza, con tanti simboli famosi nel mondo che costituiscono un’autentica attrazione. Dove dormire per trascorrere un soggiorno in questa splendida città?

In città sono presenti numerosi bed and breakfast che assicurano una sistemazione perfetta e adatta ad ogni esigenza, da scegliere in base al budget disponibile e alla posizione. A questo proposito è doveroso dire che la città di Venezia è divisa in 6 sestieri e ogni zona ha la sua caratteristica.

Potrai alloggiare in uno dei tanti bed and breakfast economici Venezia dislocati in uno di questi quartieri e godere di tutti i comfort senza spendere cifre eccessive. Potrai dormire in b&b economici Venezia situati nel quartiere Santa Croce e visitare nelle immediate vicinanze la Chiesa di San Nicola e il Museo civico nell’edificio Fontego dei Turchi.

Oppure potrai dormire a San Polo e curiosare nelle bellissime botteghe con prodotti artigianali oppure passare una bella serata in una delle tante osterie presenti nel quartiere.

Splendido è anche il quartiere San Marco, il cuore di Venezia, e a pochi passi potrai visitare Piazza San Marco, l’omonima basilica, Il Palazzo Ducale, le Procuriate, la Torre dell’orologio, ma anche angoli suggestivi come il Ponte dei Sospiri.

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